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domenica 7 luglio 2019

CACCIA ALL'ULTIMO GUERRIERO - STORIE DI MARE...Second part

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...Saliti a bordo della Santa Rita, ognuno sa quali sono le proprie mansioni prima della caccia. Le sagole delle fiocine vengono sistemate sulla prora per essere poi distese ai lati della passerella e sulle aste degli arpioni si armano diversi tipi di punta.

Gesti  che sembrano rituali, uniti alla semplicità del quotidiano. Qualcuno, infatti, prepara un caffè alla maniera dei pescatori. 

Un rapido segno della croce da inizio alla giornata.  Con scatti agili e sicuri, gli uomini si arrampicano sull’antenna.  Da lì, i loro occhi esperti, perlustrano il mare per un raggio di oltre cento metri.


Il capo barca, dalla coffa, insieme alle altre vedette scruta  il mare circostante.  Alcuni spuzzi attirano la loro attenzione.  In lontananza,  la sagoma di un esemplare di  pesce spada.  
E’ quando sale in superficie, alla ricerca di piccole prede, che il Re degli Abissi diventa vulnerabile.


“U vitti! U vitti”. Un grido allerta il fiocinatore di vedetta sulla passerella e l’equipaggio in coperta. E poi via! I motori a tutta forza verso la preda!


“A desra! A desra! Curri ...... rittu!”.. Un inseguimento velocissimo.  Le  grida di comando si mescolano al rumore della prua che taglia i flutti. La feluca vira bruscamente  e sembra che la vedetta possa cadere da un minuto all’altro.
Il  fiocinatore ha pochissimo tempo per agire prima di scagliare la micidiale arma. Senza esitare  e con un solo  colpo ficca l’arpione sul dorso del pesce.

“U pigghiai! U pigghiai!.....una scia di sangue tinge le acque dello Stretto.   


Un’eterna lotta tra l’uomo e l’animale, tra la vita e la morte; un insieme di valori che si intersecano tra di loro. Uno scontro sanguinoso, dove i protagonisti mettono in gioco forza e abilità.

Una battaglia estenuante, durante la quale  il grosso pesce che cerca disperatamente di liberarsi dall’arpione micidiale  che lo ha quasi trapassato e i pescatori che non devono farlo scappare.

L’animale cerca di inabissarsi, poi  salta; si immerge nuovamente:  salta ancora e poi ancora. Si dimena disperatamente cercando di liberarsi. I pescatori non lo perdono di vista e mollano diverse decine di metri di cima. Dopo molti sforzi i pescatori hanno la meglio.


L’animale viene issato sulla barca e per evitare che attacchi viene coperto con un telo nero.

WORK IN PROGRESS....STAY TUNED!!!

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